La pellicola è indicata per proteggere e mantenere più a lungo le caratteristiche degli alimenti, ed essendo trasparente, ci permette di riconoscere a colpo d’occhio cosa abbiamo incartato e di controllare facilmente se l’alimento si sta mantenendo bene. Sul fronte dei materiali impiegati, la plastica può essere di vario tipo ma la distinzione significativa può essere fatta tra pellicole a base di polivinilcloruro (PVC), prodotte e utilizzate da decenni, e pellicole a base di polietilene (PE), relativamente più recenti.
ll PE è un materiale protettivo e impermeabile, stabile dal punto di vista chimico, e quindi adatto per ogni tipo di alimento, compresi quelli grassi o contenenti alcool. Questo però è meno aderente e flessibile del più costoso polivinilcloruro di vinile (PVC). Quest’ultimo è il materiale storicamente più usato e ancora oggi molto diffuso soprattutto nelle pellicole definite “ultra” o “super” aderenti perché, facendo minor condensa ed essendo più permeabile, fa durare di più gli alimenti (sino al doppio), resiste a temperature più alte (100°C contro i 60°C del PE), è più trasparente e facile da tagliare. Se sotto il profilo delle performance il PVC è imbattibile, chimicamente presenta alcuni limiti non trascurabili; si tratta degli ftalati, aggiunti al polimero durante la produzione per conferire flessibilità ed elasticità.
Gli ftalati sono noti interferenti endocrini e in caso di contatto con alimenti oleosi, o comunque contenenti grassi, tendono a fuoriuscire dalla matrice di PVC e a migrare nell’alimento. Ne consegue che la pellicola trasparente in PVC non è adatta per avvolgere o conservare cibi a base di cioccolato, sottoli, burro, margarina o formaggi. Nessun problema invece per alimenti conservati sotto sale o cibi acidi (come capperi, limone, sugo di pomodoro), ma anche frutta, verdura e pesce. La pellicola in PE invece offre un minore potere isolante ma non rilascia sostanze pericolose negli alimenti.
Come riconoscere se la pellicola che stiamo acquistando è in PE o in PVC? Purtroppo, la legge non impone al produttore di indicare il tipo di materiale in etichetta. Alcune aziende riportano però volontariamente l’informazione ritenendola importante per il consumatore.
Entrambe le tipologie di pellicola non sono invece adatte all’uso in forno, e solo in alcuni casi possono essere adoperate nel forno a microonde. Il modo più sicuro per accertarsene è consultare le indicazioni sulla confezione.